
Un locale che nasce dalla volontà di far conoscere e valorizzare l'autentico aperitivo veneziano, una tradizione ricca di sapori, ritualità e convivialità. A differenza dei classici locali da pranzo o delle trattorie tradizionali, qui si vuole offrire un'esperienza più dinamica, informale e vicina allo street food, dove il cibo diventa un pretesto per incontrarsi, socializzare e condividere il momento.
Stiamo parlando di Bacaro Torto, nel cuore di Prato in piazza del Duomo. L'idea è stata quella di portare fuori dalle calli e dai bacari di Venezia quell'atmosfera vivace in cui un cicchetto, un calice di vino o uno spritz diventano parte di un rito quotidiano. Piatti semplici ma ricchi di gusto, porzioni veloci da assaporare in piedi o seduti, assaggi pensati per essere condivisi con gli amici.

Questo locale non vuole essere una trattoria né un ristorante tradizionale, ma un luogo dove la convivialità è al centro. Un ambiente informale dove si arriva per un aperitivo e si resta volentieri un po' di più, magari per provare un altro cicchetto o scambiare due parole con chi sta al bancone. Un modo nuovo di vivere il cibo: più immediato, più leggero, ma soprattutto più sociale.
Due mondi, un racconto
All'incrocio tra il mondo veneto e quello toscano nasce un racconto fatto di sapori, profumi e piccoli rituali quotidiani. Qui i cicchetti incontrano la schiacciata: il lampredotto, adagiato sul suo pane caldo, dialoga con il baccalà mantecato che arriva da Venezia, mentre le sarde in saor e i moscardini trovano nuova vita serviti sulla baguette. E poi c'è la polpetta, semplice e generosa, che porta con sé lo spirito più autentico dell'aperitivo veneto.
Anche il rito dello spritz attraversa questi territori: non ci si ferma ai classici Aperol e Campari, ma si abbracciano il Select, il Cynar e perfino una speciale interpretazione con il Vermouth di Prato, perché ogni bicchiere diventi un viaggio. La carta dei vini è un percorso che unisce Veneto e Toscana, due terre diverse ma complementari. Si servono al calice oppure "a ombra", un'espressione che racconta un frammento di storia: i venditori veneziani che, seguendo l'ombra del campanile, cercavano il fresco per versare il vino al meglio.

Qualità, territorio e comunità
Il metodo di selezione è molto istintivo: si cerca sempre qualità e prodotti a chilometro zero, dando spazio alle piccole realtà che offrono eccellenza e unicità, come la schiacciata proveniente da Montepiano, il Vermouth di Prato e la mortadella. La collaborazione con le aziende del territorio è centrale; tutto il resto viene prodotto internamente, come le polpette e il baccalà mantecato.
Non c'è un piatto simbolo, perché la cucina è un percorso in continua evoluzione. Si sperimenta, si uniscono tecniche e sapori diversi, si fanno dialogare le tradizioni venete con quelle toscane. Un esempio perfetto è la schiacciata "Venezia": un incontro tra territori e culture gastronomiche, preparata con crudo toscano saporito e profumato, abbinato al baccalà mantecato, uno dei capisaldi della cucina veneta.

Tutto parte dal legame con il territorio: le esperienze vissute fuori sono state riportate a casa, trasformate in proposte da condividere. Basta guardare i nomi dei piatti e le scelte del menu per capire che tutto è profondamente radicato nella realtà locale. Ogni dettaglio richiama Prato e le sue tradizioni, raccontando la storia e la cultura del territorio.
E questo è solo l'inizio: in futuro c'è in programma di ampliare lo sguardo anche alle frazioni circostanti, come Capalle, Mezzana e altre ancora, portando alla ribalta le peculiarità e i sapori di ogni angolo di questa terra. Un percorso che celebri ogni piccolo pezzo della storia locale, offrendo un'esperienza autentica e completa.
Un modo spontaneo di stare insieme

Bacaro Torto si afferma come uno spazio aperto e dinamico, capace di andare oltre il concetto tradizionale di locale e di trasformarsi in un vero punto di riferimento per la vita quotidiana della città. Qui l'esperienza prende forma giorno dopo giorno, alimentata dalle persone che lo frequentano, dalle relazioni che nascono spontaneamente e da un'idea di convivialità semplice ma consapevole, lontana da schemi predefiniti.
Il cibo non è mai fine a sé stesso, ma diventa un pretesto per fermarsi, incontrarsi, condividere tempo e conversazioni in modo naturale. L'attenzione al territorio, lo sguardo curioso verso nuove contaminazioni e la volontà di raccontare storie attraverso sapori, gesti e abitudini quotidiane rendono questo luogo riconoscibile e in costante trasformazione.
Un progetto che cresce ascoltando chi lo vive, mantenendo un equilibrio tra identità e apertura, e che invita a tornare non solo per ciò che si trova nel piatto o nel calice, ma per l'atmosfera che si respira: informale, autentica e profondamente legata alla comunità.
Le pagine originali
Scritto da
Nicola Picconi
