
Mix: anima rurale, spirito urban
Una cascina pratese di 110 mq riscritta tra sottrazione e luce dagli architetti Bettazzi e Percoco
In un angolo appartato della campagna pratese, dove i profumi della terra si mescolano al silenzio denso del passato, prende forma un progetto di restyling che è molto più di un semplice intervento architettonico: è un atto poetico, un dialogo tra le tracce del tempo e il desiderio di rinascita.
L'abitazione, una cascina di 110 mq dalla forte impronta toscana, era rimasta per anni intrappolata in un'estetica austera e pesante, dominata da travi in legno massiccio, parquet scuro in Cabreuva, stucchi dai colori intensi e pareti in pietra a vista. Un'identità robusta, quasi impenetrabile, testimoniata anche dallo stemma gentilizio, un sole scolpito nella pietra serena, che ne marca l'ingresso come a ricordare l'importanza delle sue radici.
Gli architetti Alessia Bettazzi e Pierluigi Percoco hanno scelto di intervenire con un approccio sensibile e rispettoso, orientato alla sottrazione: eliminare il superfluo per fare spazio alla luce, ammorbidire i contrasti, ridurre il rumore visivo e aprire nuove prospettive. La loro visione non è quella di cancellare la storia, ma di rigenerarla attraverso un linguaggio architettonico essenziale.
Grammatica dell'abitare

La zona pranzo si apre senza interruzioni visive, in perfetta continuità con la cucina. Il tavolo, dalle forme essenziali ma solide, è circondato da sedute iconiche per il loro design sobrio e confortevole. Questo spazio è avvolto da pareti lasciate in gran parte nude, dove la pietra originaria della cascina affiora con autenticità, diventando protagonista di una narrazione che affonda le radici nel passato e si proietta con sobrietà nel presente.
Un sistema di illuminazione radente, nascosto e calibrato con cura, accarezza la superficie materica delle pareti, esaltandone le venature naturali senza appesantirle. Ogni elemento architettonico è stato reinterpretato secondo una logica di leggerezza e continuità: gli incassi a parete e a soffitto restituiscono una pulizia visiva che amplifica la percezione dello spazio, moltiplicando la luce.
L'equilibrio compositivo si estende anche in verticale, grazie a una scala scenografica in legno e metallo che omaggia le architetture sperimentali del primo Novecento. Più che una semplice via di passaggio, questa scala è un elemento scultoreo che introduce a un livello superiore, pensato per il tempo libero, la lettura e il raccoglimento.

Al piano soppalcato, la luce naturale entra generosa attraverso una finestra a tetto, disegnando geometrie mutevoli lungo le superfici. L'architettura qui si fa silenziosa, quasi rarefatta: il parapetto in vetro extra chiaro lascia che l'occhio segua l'andamento morbido del tetto, amplificando la sensazione di leggerezza e trasparenza.
Quando la notte si progetta con grazia
Il passaggio alla zona notte avviene senza interruzioni nette, secondo una logica progettuale che mira a diluire i confini e a guidare lo sguardo con naturalezza. A fungere da soglia simbolica tra l'area giorno e quella privata è un grande specchio a tutta altezza, posizionato in modo strategico per catturare e rilanciare la luce naturale.

La camera matrimoniale si apre con una delicatezza quasi silenziosa, come una pausa intima nella narrazione architettonica. La palette cromatica, composta da toni neutri e avvolgenti, invita al raccoglimento. Uno degli elementi più suggestivi è rappresentato dalla carta da parati su misura, realizzata a partire da un disegno selezionato direttamente dai proprietari.
Questo gesto, apparentemente semplice, racconta una volontà precisa di abitare in uno spazio che non solo rispecchia i gusti estetici, ma trasmette una storia, un legame affettivo, un'idea di casa cucita addosso a chi la vive. L'ambiente risulta così caldo, avvolgente, profondamente umano.

Anche il bagno, completamente riprogettato, riflette la stessa filosofia: un ambiente in cui funzionalità e poesia convivono, senza compromessi. Le superfici accostano con equilibrio il gres effetto resina a una ceramica bianca dalle forme morbide e leggere. Una veletta retroilluminata posizionata sopra la doccia crea un suggestivo effetto cascata, che anima la parete con un gioco di luci cangianti.
Ambienti che si offrono al cambiamento
C'è un aspetto meno tangibile ma profondamente percepibile che attraversa l'intero progetto: il cambiamento. Non si tratta solo di una trasformazione architettonica o funzionale, ma di una metamorfosi che coinvolge ogni livello dell'abitare, restituendo alla casa un'identità nuova senza cancellarne l'anima originaria.
La struttura originaria, con il suo carico di memoria e carattere, dialoga con l'intervento contemporaneo in un equilibrio sottile e raffinato. Così, la tradizione non viene abbandonata, ma riattivata, riletta attraverso una sensibilità nuova, attenta alla materia, alla luce, alla percezione. Gli spazi si fanno porosi, accoglienti, mutevoli.
Una casa che non impone, ma accompagna. Che non ostenta, ma suggerisce. In questa abitazione, il progetto diventa emozione, e l'emozione diventa parte integrante del vivere.
Scritto da
Monica Madera
