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Prato al cinema
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Prato al cinema

Set da Oscar: la città che diventa palcoscenico

Di Paolo Fiorenzi

Prato, città di straordinaria bellezza e ricca di storia, è da sempre un palcoscenico naturale per l'arte e la cultura. Con i suoi angoli affascinanti, le vie acciottolate e il grande patrimonio architettonico, la città ha ispirato e accolto numerosi film di successo, diventando un set cinematografico d'eccezione.

Le sue piazze, i suoi monumenti e i paesaggi che si fondono armoniosamente tra modernità e tradizione sono stati scelti dai registi più noti per raccontare storie che hanno segnato il cinema toscano e nazionale. Grandi attori italiani come Benigni, Nuti e Panariello hanno calcato le strade di Prato, rendendo ancora più celebre la città.

I film che hanno celebrato Prato

Già nel 1956, il film "Giovanna" di Pontecorvo ha reso omaggio all'industria tessile pratese, scegliendo il celebre Lanificio Berti in via Romita come set. Ambientato nel contesto di una lotta sindacale delle lavoratrici tessili, fu uno degli esempi più emblematici dell'impegno sociale del cinema italiano degli anni '50. La protagonista, Armida Giannassi, non era un'attrice professionista: fu reclutata in una sala da ballo di una casa del Popolo di Prato.

Nel 1965 la città fu di nuovo protagonista in un film internazionale: "Darling" di Schlesinger, girato nella splendida Villa Medicea di Poggio a Caiano, racconta le vicende di una modella londinese alle prese con avventure amorose per scalare i gradini sociali. Il film vinse un Oscar grazie alla performance di Julie Christie.

Tra cinema e storia: a sinistra la locandina del celebre "Berlinguer ti voglio bene", in alto la Villa Medicea di Poggio a Caiano, set da Oscar della pellicola "Darling".
Tra cinema e storia: a sinistra la locandina del celebre "Berlinguer ti voglio bene", in alto la Villa Medicea di Poggio a Caiano, set da Oscar della pellicola "Darling".

Negli anni '70, Prato divenne il set di una delle produzioni più iconiche del cinema italiano. "Berlinguer ti voglio bene" di Bertolucci è stato girato in diversi quartieri della città, da Vergaio a Iolo fino a Galciana, in una rappresentazione di case del popolo protagoniste di alcune scene più significative. Il cantiere dove lavorano i personaggi di Benigni e Monni era l'ex Pratilia, mentre il casolare dove viveva Benigni si trovava a Casale, zona Prato Ovest.

Gli anni '80 sono stati un periodo d'oro per il cinema toscano. "Madonna che silenzio c'è stasera" (1982) di Ponzi è uno degli esempi più celebri: il film ha reso iconica la scena in cui Nuti origlia davanti al ristorante self-service Mazzone a Viaccia, mentre la casa del popolo in cui riprende la bicicletta è quella di Borgonuovo. La fabbrica tessile in cui Francesco va a cercare lavoro è la Cimatoria Campolmi in via Santa Chiara, oggi sede del Museo del Tessuto.

In piazza Lippi è ambientato il mercato dove Francesco ruba un chilo di mele. Un altro film da ricordare è "Amici miei – Atto III" di Monicelli, che ha scelto la Villa del Palco, sulle pendici del Monte della Retaia, come set per alcune delle scene più memorabili della pellicola.

Dagli anni '90 ai 2000

Negli anni '90 Prato continuò a essere teatro di film di grande impatto. "Caino e Caino" di Benvenuti ambienta la sua storia in luoghi significativi della città: la fabbrica dei fratelli Casamei si trova in via Bologna 104, e la vecchia industria cementizia di via Firenze diventa il palcoscenico di una scena cruciale. Una delle immagini più iconiche del film è la comunione della figlia di Franco Casamei, che si svolge nel suggestivo Duomo di Prato.

Nel 1998, "Il signor quindici palle" di Nuti ci porta al Convitto Nazionale Cicognini, dove viene girata una scena con i protagonisti in un torneo di biliardo. Il film ha reso ancora più riconoscibile uno degli edifici storici di Prato, oggi simbolo di cultura e formazione.

Convitto Cicognini: il set del film "Il signor quindici palle", in cui venne girata la scena del torneo di biliardo.
Convitto Cicognini: il set del film "Il signor quindici palle", in cui venne girata la scena del torneo di biliardo.

Nel nuovo millennio, Prato è diventata protagonista di pellicole più recenti, come "Cenci in Cina" di Limberti, che parla dell'industria tessile pratese. Scene della ciclabile Gino Bartali, Cantagallo e Montemurlo si alternano a riprese nei pressi del Palazzo dell'Industria in via Valentini, contribuendo a raccontare il volto moderno di Prato, ancora fortemente legato alla sua tradizione industriale.

La famosa serie TV "Pezzi Unici" di Cinzia Th Torrini del 2019 segue le vicende di Vanni, un artigiano dal carattere rude ma dal cuore gentile, interpretato da un magistrale Sergio Castellitto. La bottega di Vanni è situata in via Muzzi, una delle strade più iconiche di Prato. Tanti sono gli artisti pratesi nella serie, dal celebre Panariello a Cocci, che si fece conoscere con "Ovosodo" nel 1997.

Pezzi Unici: Sergio Castellitto nei panni di Vanni, all'interno della serie TV girata nel centro storico di Prato.
Pezzi Unici: Sergio Castellitto nei panni di Vanni, all'interno della serie TV girata nel centro storico di Prato.

Quando il cinema inciampa e fa storia

Se i luoghi più suggestivi di Prato sono apparsi sul grande schermo, dietro le quinte si sono consumate anche alcune delle scene più curiose. Nel celebre "Berlinguer ti voglio bene" ci sono aneddoti memorabili: il ruolo che originariamente fu proposto ad Alida Valli, la quale rifiutò l'offerta; il film fu girato in soli 28 giorni; durante il set Benigni scrisse il testo dell'"Inno del corpo sciolto", traccia poi mai inserita nel montaggio finale.

Nel film di Nuti "Madonna che silenzio c'è stasera" spunta una curiosità legata al calcio: viene inquadrata una schedina con i risultati della Serie A della stagione '81-'82. La data riportata, il 16 maggio '82, coincide con l'ultima giornata del campionato, un giorno scolpito nella memoria dei tifosi della Fiorentina che persero lo scudetto per un solo punto. Ma un ingrandimento della schedina rivela che il numero del concorso corrisponde al 23 maggio: è evidente che il set ha usato una schedina "impossibile".

Questi sono solo alcuni degli aneddoti che fanno di Prato un set ideale per raccontare storie ricche di carattere, ironia e significato. E chissà, magari nel prossimo film sarà un altro angolo nascosto della città a diventare il protagonista indiscusso.

Scritto da

Paolo Fiorenzi