
Sette firme per una casa fuori dagli schemi
Basta serietà, largo al design che entusiasma e colora la casa
Eleganza colorata per la tavola: i piatti Bitossi Home fondono tradizione ceramica e design contemporaneo, trasformando ogni portata in un divertente momento di convivialità.
Sette firme per una casa fuori dagli schemi
Basta serietà, largo al design che entusiasma e colora la casa!
Negli anni ‘60, in una Toscana ancora lontana dai riflettori del design, Poltronova ha acceso una rivoluzione colorata e irriverente. Sotto la guida visionaria di Sergio Cammilli e con la direzione artistica di Ettore Sottsass e lo studio Archizoom, una delle molte collaborazioni avuta negli anni, questo brand ha trasformato l’arredo in un gioco, rompendo le regole e gli schemi con pezzi come la poltrona Joe Plush, la lampada Sanremo, il pouf Joe Ball, il tappeto Farfalla o il divano Safari.
Il divano Superonda, è pura creatività: due blocchi di poliuretano che si combinano in forme sempre nuove, sfidando la staticità del salotto tradizionale.
Questa icona toscana continua a celebrare il suo spirito giocoso con reinterpretazioni contemporanee: lo specchio Ultrafragola conquista per il suo colore “fragoloso” e le sue forme morbide ma distintive. Con Poltronova, il design diventa un’avventura emozionante, dove ogni pezzo racconta la libertà, il colore e la fantasia.
Vitra non è solo un’azienda di design, è un mondo dove l’arredo diventa racconto, colore, emozione. Nata in Svizzera e cresciuta tra visione architettonica e spirito sperimentale, Vitra ha fatto della creatività una missione quotidiana.
Ogni suo oggetto è pensato per durare, per sorprendere e, perché no, per farci sorridere. Prendiamo per esempio gli orologi da parete disegnati da George Nelson: veri gioielli del design giocoso. Ce n’è per tutti i gusti, a forma di sole, di stella, di atomo, e ognuno sembra uscito da un cartone animato d’avanguardia. Non segnano solo il tempo, ma lo rendono più leggero, più nostro.

E poi ci sono i piccoli oggetti che arredano con ironia e carattere: come l’adorabile Eames House Bird, il passerotto nero diventato icona di stile, o il Uten.Silo, l’organizer a parete che trasforma il caos quotidiano in un gioco di geometrie pop. Vitra ci ricorda che il design non è solo funzione o estetica: è anche sorpresa, ironia, poesia quotidiana.
Bitossi Home
Un viaggio tra ceramica e ironia
Dal 2007, questo marchio toscano porta una ventata d’aria fresca sulla tavola, con un mix frizzante di tradizione, ironia e design contemporaneo. Dimenticate la classica mise en place: qui si gioca con colori, forme e stili come in un grande buffet creativo, dove ogni pezzo ha la sua personalità. Le collezioni parlano la lingua del retrò, ma con accento moderno: un patchwork di riferimenti che si mescolano senza mai stonare. Un esempio?
La Tavola Scomposta, manifesto di libertà stilistica dove ogni piatto, bicchiere e ciotola racconta una storia diversa, eppure sta benissimo insieme al resto. Bitossi Home è un laboratorio aperto dove la creatività fa da padrona. Si lavora a quattro mani (e anche di più!) con designer da tutto il mondo, da Sam Baron a La Tigre, passando da Chiara Perano, Nathalie Lete e molti altri, per dare vita a collezioni che sembrano uscite da un sogno a colori. Con Bitossi Home, apparecchiare è un atto creativo.
Roche Bobois
Il colore dall’accento spagnolo
Cosa succede quando Pedro Almodóvar, maestro delle emozioni in technicolor, incontra Roche Bobois, maison francese del design d’autore e icona dell’arredo di interni? Succede che il divano diventa un set cinematografico, il colore un linguaggio da palcoscenico e l’arredo una sceneggiatura da vivere quotidianamente. Presentata alla Milano Design Week 2025, la collezione Pedro Almodóvar per Roche Bobois è un mix irresistibile di arte e arredo.
C’è il celebre divano Lounge, rivestito con un collage di locandine cult che trasforma il salotto in una piccola sala d’essai; il Bubble che Almodóvar reinterpreta in quattro colori intensi e sgargianti come se stessimo entrando in una delle sue scene più iconiche; e per chi ama il lato più teatrale e surreale del regista spagnolo, c’è anche la capsule firmata da Rossy de Palma, la sua musa di sempre con arredi dalle forme spigolose e dai colori forti. Questa è una collezione che diverte e sorprende.
Courtesy of Gufram
Murals Effetto wow, parete dopo parete
Murals è un laboratorio creativo che trasforma le pareti in tele espressive, unendo arte muraria e design contemporaneo. Nato per dare voce alla personalità degli spazi abitativi, propone una visione in cui il muro non è confine, ma punto d’incontro.

Ogni carta da parati che propone è capace di vivere e raccontare autonomamente. Tra le collezioni più rappresentative: Dopamine, con colori vivaci e digitali; Tropical Fluo, una giungla fluorescente da interni; e Y2K, con grafiche ispirate agli anni 2000. Murals offre molto più di carte da parati: è un invito a vivere il design come esperienza sensoriale e trasformativa. Ogni collezione è un viaggio visivo che stimola l’immaginazione e rinnova l’atmosfera quotidiana. Perché anche i muri possono diventare protagonisti, capaci di emozionare e ispirare, giorno dopo giorno.
Petite Friture
Quando il design fa scintille!
C’è chi arreda una casa, e chi accende una scintilla. Petite Friture fa parte della seconda categoria. Nato in Francia, questo brand è tutto tranne che timido: i suoi pezzi sono un’esplosione di colore, ironia e vitalità, come se il design avesse finalmente deciso di lasciarsi andare a una festa ben riuscita.
Lampade che sembrano galleggiare nell’aria, sedute che giocano con le forme, pattern che ti fanno venir voglia di ballare: ogni oggetto firmato Petite Friture è un piccolo colpo di teatro, capace di trasformare uno spazio qualsiasi in una scena piena di personalità. Il segreto? Un mix scanzonato di leggerezza e audacia. Non è solo una questione di estetica, ma di attitudine.
Questo brand ama circondarsi di designer visionari e creare oggetti che non solo arredano, ma raccontano storie. E spesso lo fanno con un sorriso. Insomma, Petite Friture è come quell’amico un po’ eccentrico che illumina ogni stanza in cui entra: imprevedibile, vivace, mai noioso. Se credi che il design debba essere anche divertente, questo è il nome da appuntare.
E da portare a casa. Perché un tocco di follia è il miglior alleato dell’eleganza. Perché la casa non è solo da vivere, ma anche da raccontare. E con Petite Friture, ogni giorno è un piccolo spettacolo. Con Petite Friture, anche il più semplice angolo di casa si trasforma in una scena teatrale dove luce, forme e colori recitano una commedia brillante tutta da vivere.
Gufram
La storia dell’irriverenza del design
Nata negli anni ’60 a Torino, Gufram è il frutto dell’incontro tra l’artigianato tradizionale e la voglia di sperimentare dei giovani architetti e designer del periodo. Sin dagli inizi, l’azienda ha infranto le regole del design d’arredo, mescolando arte contemporanea, cultura pop e un’irresistibile dose di ironia. Il nome stesso, che riprende quello dei fondatori, è un gioco: “Gufram” è l’unione di “Gugliermetto Fratelli Arredamenti Moderni”, ma suona come qualcosa di curioso e fuori dagli schemi, proprio come i suoi prodotti.
È negli anni ‘70, in pieno fermento creativo, che Gufram esplode davvero: collabora con i più visionari designer italiani, come i membri del gruppo radicale torinese e i protagonisti del movimento postmoderno, portando nelle case pezzi che sembrano usciti da un sogno pop psichedelico.
Gufram è un marchio che arreda con allegria, e i suoi prodotti sono piccole (grandi) sculture che invitano al sorriso e alla sorpresa. Disegnato nel 1970 da Studio 65, il divano Bocca, rosso fuoco a forma di labbra, è diventato un’icona planetaria. Ispirato alle labbra di Marilyn Monroe e al surrealismo di Dalí, è più di una seduta: è un invito a lasciarsi andare, a vivere la casa con sensualità e leggerezza.
Una vera opera pop che riesce sempre a strappare un sorriso. Nato nel 1972 da un’idea geniale di Guido Drocco e Franco Mello, il Cactus è forse il pezzo più riconoscibile di Gufram. Verde brillante, alto, con i suoi “aculei” morbidi in poliuretano espanso, è un attaccapanni che sfida ogni logica funzionale, perché chi ha mai davvero appeso un cappotto a un cactus?

Una delle creazioni più recenti, Flowie è una poltrona che sembra appena sbocciata in un giardino incantato. Ispirata alla forma dei fiori e disponibile in colori vitaminici, accoglie chi si siede con un abbraccio morbido e floreale. Altro esempio perfetto dell’umorismo made in Gufram, Punch a Wall è una parete in poliuretano che sembra aver ricevuto un pugno.
Ma niente panico: è pensata proprio per essere colpita! Tra i simboli assoluti del design radicale italiano, il Pratone del 1971 è un gigantesco prato sintetico fatto di fili d’erba giganti e flessibili su cui sedersi, sdraiarsi, giocare. Pensato da Giorgio Ceretti, Pietro Derossi e Riccardo Rosso, è un inno all’infanzia e alla libertà, un pezzo che trasforma il soggiorno in un parco giochi domestico. Gufram ha saputo trasformare l’arredo in un atto di ribellione estetica, senza mai dimenticare la qualità artigianale e l’attenzione ai materiali.
Scritto da
Redazione Prato è Casa
